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Recovery Fund cos’è e come funziona – seconda parte

Recovery Fund cos'è e come funziona - seconda parte

Cos’è il Recovery Fund? Come funziona il Recovery Fund? Quali sono le implicazioni per l’Unione Europea?

Come funziona il Recovery Fund?

Dopo la pubblicazione del nostro articolo Recovery Fund: cos’è e come funziona. Il significato per l’Europa abbiamo ricevuto alcune richieste di chiarimenti: i nostri lettori ci hanno chiesto lumi sui meccanismi del Recovery Fund.

In effetti, la redistribuzione di risorse all’interno dei paesi membri dell’UE è da tempo un dato di fatto, ed è significativa un’analisi che coinvolga anche il bilancio europeo in generale.

“Do ut des” Stato per Stato: qualche numero

Come si inserisce la proposta del Recovery Fund rispetto al meccanismo consolidato di condivisione del bilancio europeo?

E’ interessante un’analisi rapida ma concreta del bilancio europeo: così abbiamo preso i dati del bilancio UE 2018 e li abbiamo esposti in forma tabellare.

Lo scopo è quello di capire come vengono distribuite le risorse attualmente. Abbiamo pensato fosse utile avere dei numeri a portata di mano, perché essi influenzano senza dubbio le relazioni politico – economiche tra i vari paesi UE.

Senza numeri, infatti, si corre il rischio di fare lunghe, sterili e vane elucubrazioni.

Il bilancio UE

Per cominciare, esaminiamo per ogni nazione UE la contribuzione per anno, positiva o negativa, in milioni di Euro al bilancio europeo.

I paesi membri, infatti, ricevono ogni anno dei finanziamenti dell’Europa, a fronte di contributi versati, che vengono presi dalla fiscalità generale del paese stesso. 

E così c’è qualcuno che riceve più di quello che versa, mentre per altri il saldo netto è negativo. Per ogni nazione, quindi, vi è la colonna “Finanziamenti” (Finanziamenti che lo Stato membro riceve dall’UE) e “Contributi” (Contributi che lo Stato membro versa all’UE).

La voce “dare” è stata rettificata rispetto ai dati del bilancio 2018, in modo da “spalmare” pro quota sui paesi membri la posizione del Regno Unito, che non parteciperà più al bilancio europeo per effetto della “Brexit”.

E’ bene sottolineare che gli inglesi erano contribuenti netti del bilancio europeo, cioè versavano all’Europa più denaro di quanto ne ricevevano. Ora il Regno Unito non c’è più, ma il ragionamento Paese per Paese è sempre valido. Proprio la colonna “Saldo” che ci dice, in milioni di Euro l’anno, se il paese in specie dà più soldi all’UE di quanti ne riceve (valore positivo, contribuente netto), o se, al contrario prende più di quanto versa (valore negativo).

L’Italia, per esempio, è contributore netto al bilancio UE 2018 per 7.748 milioni di Euro (al netto della defezione UK).

recovery fund bilancio UE tokos

Dati in milioni di Euro – Elaborazione Tokos SCF S.r.l.

Cade l’attenzione sui valori più alti in positivo (Germania con i suoi contributi per 19 miliardi circa) e in negativo (Polonia con i suoi prelievi per 11 miliardi circa). Come si nota bene nella tabella tutti i paesi del blocco est ricevono dalla UE più denaro di quanto ne conferiscano: gli Stati cuscinetto devono essere mantenuti.

recovery fund impatto pil tokos

Dati in milioni di Euro – Elaborazione Tokos SCF S.r.l.

La redistribuzione fiscale sotto mentite spoglie: come funziona il Recovery Fund

La proposta del Recovery Fund ridisegna la mappa dei trasferimenti fra Paesi dell’UE. Tralasciando la parte dei prestiti erogati dal fondo, che sono debito e in quanto tale andranno rimborsati, il capitolo degli aiuti a fondo perduto altera gli equilibri consolidati fra paesi membri dell’Unione.

La tabella mostra chi avrà il maggior beneficio dalla nascita del Recovery Fund, nell’ipotesi che la contribuzione di ciascun paese al fondo rispecchi l’attuale onere percentuale sul bilancio UE. E’ bene ricordare che le risorse per l’erogazione degli aiuti saranno finanziate nel tempo con maggiore fiscalità in capo ai paesi membri.

Opportunamente ci permettiamo di sottolineare che la bozza di piano del Recovery Fund è complessiva, e vede i suoi effetti protrarsi nel tempo, mentre i bilanci UE sono annuali e ricorrenti. E’ chiaro però che la somma di aiuti per l’Italia prevista dal piano corrisponde all’incirca a cinque anni di contribuzione netta al bilancio UE. Senz’altro un bel sollievo, che però graverà sulle spalle dei paesi come Francia, Germania, Olanda, Svezia e altri che già ora sostengono fortemente gli oneri del bilancio comunitario.

Altro dato che salta all’occhio è il “boost” di aiuti riservato dal fondo ad alcuni paesi più piccoli che poco sembra c’entrare con l’emergenza Covid-19. Bulgaria, Croazia e Grecia, oltre alle risorse ricorrenti del bilancio UE, riceveranno dal Recovery Fund aiuti corrispondenti a percentuali importantissime del PIL 2018. Il chè avrà ricadute probabilmente molto significative su quelle economie.

Procedimento

Per chi fosse interessato a visualizzare i calcoli numerici delle tabelle può vederli qui.

Conclusioni

L’aggiustamento evidente, implicito nel Recovery Fund, avrà ripercussioni politiche molto forti a livello europeo.

Se è vero che alcune nazioni pagano tassi molto bassi sul loro debito, è anche chiaro che contribuiscono (e contribuiranno) di più nel tempo al bilancio comunitario, con benefici considerevoli per alcuni paesi più indebitati e soprattutto per gli Stati con economie relativamente piccole dell’est Europa.

Il Recovery Fund, quindi, si pone come strumento flessibile, che redistribuirà nel tempo, grazie ai suoi interventi, le risorse europee tra i paesi diversamente dallo status quo attuale.

Altrettanto importante, il funzionamento del fondo implica l’introduzione di nuova fiscalità per i cittadini europei. Il bilancio europeo nel suo complesso, giocoforza, diventerà più grande, grazie al maggior gettito richiesto ai paesi membri nei prossimi decenni per alimentare il Recovery Fund.

E’ quindi facilmente immaginabile una lunga trattativa politica a livello europeo, che porterà con ogni probabilità questa prima bozza del Recovery Fund a subire molti ritocchi.

Alla luce di quanto detto speriamo di aver chiarito un po’ meglio come funziona il Recovery Fund.

Fonti

Le fonti dei dati sono le seguenti:

– https://openbdap.mef.gov.it/it/BUE/Esplora

– http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONE-I/e_government/amministrazioni_pubbliche/igrue/PilloleInformative/economia_e_finanza/index.html?Prov=PILLOLE#stat1

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