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Pensieri, parole, opere e omissioni

Pensieri, parole, opere e omissioni

Manovra, manovra. La legge di stabilità è fresca di illustrazione al pubblico, venghino siorri, e già certe parti fanno rabbrividire. Specie perchè danno una generale sensazione di un pizzico di malafede. Per carità, io mi attiro spesso gli strali, anche degli amici, per la mia perniciosa predilezione per avere contatti con delinquenti intelligenti piuttosto che con persone oneste ma sprovvedute. Ad esempio, se avessi prova della malafede nei numeri ne sarei confortato: almeno vorrebbe dire che un residuo contatto con la realtà è rimasto, e se è mediato da intento ingannatorio, anche se a fin di bene, pazienza. invece resto con il dubbio, “et excrucior”, come diceva Catullo.

Il primo e più grande dubbio è: 15 miliardi di Euro di tagli di spesa… La spending review sta contendendo a “evasione fiscale” lo status di migliore fonte di entrate di fantasia dei governi italiani. Me l’avessero detto due anni fa non ci avrei creduto, dato che per giustificare che non entrano i soldi dall’evasione ci sono sempre buone giustificazioni; quando si tratta di spiegare perchè ad uguali prestazioni pubbliche il costo a seconda dei casi possa essere 1 o 10, è un po’ più difficile da spiegare.

A meno che, e per me questo è il caso più probabile, il mio concetto di “spesa” sia sbagliato. Per me “spesa” significa che, a parità di prestazione, trovo il modo di usare meno risorse. L’obbiettivo è raggiungibile invece se per me, governo, “spesa” è anche erogazione ai cittadini. Se taglio le corse della GTT di torino sono nel secondo caso. se mi chiedo come fa la GTT di torino ad avere più personale amministrativo che operativo sono nel primo. Mi chiedo perchè quando cerco di vendere una quota di minoranza nella GTT non si presenta nessuno, sono il sindaco di Torino.

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Quindi, quando leggo “riordino delle detrazioni fiscali”, capisco meglio. Non saliranno le aliquote, ma saliranno le tasse.

L’altro aspetto pernicioso della parte fiscale è che il nostro stato pasticcione e litigioso, può sempre “estrarre” risorse dal sistema, anche in maniera retroattiva, tramite circolari interpretative, etc. Non per niente la legge meno applicata in Italia non è il codice della strada: è lo statuto del contribuente. Quindi, quando si allocano 3,8 miliardi come rivenienti dalla lotta all’evasione, pensare a “cartelle pazze 2” potrebbe non essere sbagliato. Anche solo come offuscamento contabile ha senso: sotto il sistema italiano del “solve et repete”, ovvero prima paga poi ricorri, se il governo prelevasse dai conti correnti in maniera forzosa a fronte di un collocamento forzoso di un BTP, aumenterebbe il debito. Se facesse una “cartella pazza” a ciascun conto corrente, no. per la serie “incentivi legali da brividi” prossimamente su DMAX.

Sempre a proposito di scherzare con il diritto, ecco una chicca: “Passa dall’11 al 20% la tassazione sui rendimenti dei fondi pensione dal periodo d’imposta 2015. Sui redditi derivanti dalle rivalutazioni dei fondi per il trattamento di fine rapporto la tassazione passa dall’11 al 17%.”

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E se il fondo pensione ha titoli di stato, che sono tassati al 12,5%, cosa succede? prima avevo un vantaggio, sia pur minimo, ad avere un fondo pensione. adesso mi conviene comprami il BTP presso la mia banca. per carità, conoscendo l’Italia, gli italiani non si sono mai appassionati ai fondi pensione, ma la costituzione non parlava di Difesa del risparmio? II puntata su DMAX…

Altra nota a margine:”Alla luce della spending review sugli enti locali le Regioni potrebbero aumentare le tasse: “Può darsi. Saranno i cittadini a valutare se eventuali manovre saranno giustificate o meno”, ha detto il ministro dell’Economia. A suo parere, comunque, ci sono “amplissimi margini di miglioramento dell’efficienza” e i tagli di spesa devono essere visti come “un’occasione” in questo senso. “Il sacrificio – ha quindi precisato – è stato accolto, nulla è stato imposto”.[…]”

Quindi: quando Cottarelli (o Giavazzi, o Bondi, o Alesina, o Ricolfi…) dicono che il governo centrale potrebbe risparmiare decine di miliardi di euro all’anno, senza tagli alle prestazioni, semplicementi adottando a pioggia le modalità di funzionamento delle sue parti più virtuose anche nelle altre, ci sono ottime ragioni per non farlo.

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Mi resta una considerazione da fare, che è quella delle “omissioni”.

Nella conferenza stampa, ci sono state indicazioni “di principio”. Ma i principi si possono anche tradurre in legge. Per esempio, dato che si parla di meno tasse, perchè non introdurre a larga maggioranza un tetto alle entrate della pubblica amministrazione, a qualunque titolo ottenute? O una garanzia contro l’aumento degli oneri amministrativi? In fondo, da dove sono seduto io, il maggior danno all’efficacia delle manovre è che la gente (me compreso) è e resta convinta che le tasse non possono che aumentare, che la burocrazia sarà sempre più invasiva e farraginosa (“libretto del condizionatore” docet), e che l’attacco ai risparmi alla fine sarà irresistibile.

Questa è la sfida, Renzi.

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