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L’alternativa del diavolo

L'alternativa del diavolo

Nel 1979, Frederick Forsyth scrisse un libro giallo chiamato “L’alternativa del Diavolo”. Il titolo fa riferimento ad un gioco di parole tra due significati: Il Diavolo non offre scelte gradevoli, e quindi l’alternativa del diavolo è uno scenario brutto. Ma l’alternativa del diavolo può essere l’Angelo: é, oggettivamente, “l’alternativa del Diavolo”. Specificatamente, nel libro cè un dialogo tra un politico ed un agente segreto, in cui il politico è nauseato dal fatto che ha di fronte a sè due alternative, in entrambe delle quali degli innocenti moriranno. L’agente, con un aplomb tipicamente Britannico, gli risponde: “Lo so, signore. Nella ditta la chiamiamo l’alternativa del Diavolo.”

Leggendo un commento su internet, mi è venuto il sospetto che Mario Draghi alla Banca Centrale Europea, si trovi in questo momento in una situazione molto simile.

L’articolo è questo: in sostanza, l’articolo riporta le crescenti resistenze dell’intellighentsia Tedesca alla politica ultra espansiva della Banca Centrale Europea. In particolare il ministro delle Finanze Schauble, e anche il Comitato dei saggi, una istituzione molto stimata in Germania, hanno fatto dichiarazioni ufficiali in tal senso, ad esempio qua.

Detta in versione ridotta, l’idea sarebbe che garantendo anche a stati in cui la gestione politica dell’economia è stata un misto di inefficacia e frode l’accesso al finanziamento tramite titoli di stato a costi ridicoli, la BCE ha creato una sorta di “pasto gratis” che non solo allontana la necessità economica di riforme serie, ma anche nel caso in cui queste vengano implementate impedisce ai politici intelligenti e coraggiosi di averne un tornaconto  politico sufficiente a restare in sella quando dopo si va a votare.

Immaginate il caso in cui, a seguito delle spinte Catalane all’indipendentismo, i Bonos spagnoli fossero schizzati al 6% per coprire il rischio politico: di quanta simpatia avrebbero goduto i Catalani in spagna? Di più o di meno? E se immediatamente dopo si fosse affermata una corrente catalana “soft”, di maggiore autonomia e rispetto delle peculiarità locali senza rinnegare i legami politici ed economici, i tassi sarebbero scesi o saliti?

La cosa ha una sua base logica, ed un Italiano che si interessa di economia e finanza lo percepisce a pelle. A maggior ragione lo percepirà nel 2016 quando si voterà in italia: la mancanza di un meccanismo di mercato per cui in campagna elettorale, chiunque dica enormi strafalcioni economici mentre è in testa nei sondaggi subisca un “danno” di mercato sarà un “pensiero nostalgico” ricorrente.

Sommariamente, dato che non c’è la punizione, non può esserci il premio. Quand’anche arrivasse in un qualunque paese europeo in crisi un riformista illuminato, con i rendimenti dei titoli di stato (ed a cascata tutti gli altri) così bassi, e soprattutto isolati da pressioni dei mercati dal “Draghi Put”, non c’è spazio per ricevere un bonus dalla fiducia del mercato, precisamente perchè il mercato non c’è più. Non si riduce il costo del debito in misura tale da dare “premi” agli elettori, quando il tasso medio è 1,5% .

Personalmente, ritengo che tutto questo pasticcio sia stato fatto in perfetta buona fede, da una banca centrale che riteneva valido un patto per cui lei avrebbe  mantenuto il costo del denaro basso oltre ogni necessità di politica monetaria, in cambio di riforme serie dell’economia.  La cosa aveva un risvolto brillante, nel fatto che il premio sarebbe stato assegnato sia al paese che avrebbe (naturalmente) ricevuto aiuti in corso d’opera, che ai paesi che avrebbero pagato quegli aiuti: il costo del debito è sceso per tutti.

Questo ha ulteriormente rafforzato la mia convinzione quasi razzista che i disastri più grossi non li fanno i delinquenti, ma gli onesti non particolarmente scaltri; persone a cui non posso voler male,  ma che evito volentieri se posso.

Ma quali sono le conseguenze, se si crede a questa corrente di pensiero? La prima, e più ovvia, è l’anelito ad un ritorno a politiche monetarie più restrittive. Solo che al livello a cui si è arrivati, ci si chiede se basterà tutto il metadone della terra a salvare l’Europa dalla crisi di astinenza. Questa ahimè colpirà soprattutto le amministrazioni pubbliche nei paesi a scarso controllo della spesa ed alto debito; paradossalmente, la mia opinione è che mentre per l’Italia questo è uno scenario estremamente brutto, per la Francia sarebbe potenzialmente catastrofico: il mix tra alto debito, popolazione “litigiosa” e la visione “Enarchista” della leadership parigina potrebbe anche interrompere l’amore tra Francia e Germania, in cui la Francia mette la burocrazia, e la Germania i soldi. Ma se non si va in quella direzione, Mario Draghi potrebbe vedersi accusato di aver creato i problemi che voleva evitare. Il buon medico, quando prescrive morfina ad un paziente che ritiene che guarirà, per prima cosa deve preoccuparsi del modo di togliergliela, in parte creando l’aspettativa che la cura è temporanea (strada ormai non più percorribile), ed in parte semplicemente gestendo la sofferenza. Altrimenti, dato che dà assuefazione, è costretto a dargliene dosi sempre crescenti. Suona più familiare così?

Quindi, in questo momento, é Mario Draghi che ha di fronte a sé “l’alternativa del Diavolo”: se continua o aumenta una politica lassista sui tassi, alimenta nei politici di qualunque razza la percezione di essere liberi da conseguenze economiche ( ecco spiegato Tsipras. Varoufakis poteva anche non capire l’andazzo, ma lui no: voleva la sedia, e l’ha avuta). Se inverte la rotta, ci sarà probabilmente una prima ondata di panico mentre il prezzo del rischio si riaggiusta su tutti i mercati finanziari, e dopo, a seconda del paese, vari riaggiustamenti più o meno strutturali, in cui il perfido mercato riprende a segnalare se una idea apparentemente logica per la casalinga di Voghera è in realtà, per citare l’eroe eponimo dell’italia, “La corazzata Kotiomkin”.